{"id":7317,"date":"2018-04-24T16:20:29","date_gmt":"2018-04-24T14:20:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dcesrl.com\/newsite\/?p=7317"},"modified":"2018-05-02T05:27:25","modified_gmt":"2018-05-02T03:27:25","slug":"banche-rischio-svendita-per-i-200-miliardi-di-prestiti-impossibili-da-recuperare-che-dissanguano-i-bilanci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dcesrl.com\/newsite\/2018\/04\/24\/banche-rischio-svendita-per-i-200-miliardi-di-prestiti-impossibili-da-recuperare-che-dissanguano-i-bilanci\/","title":{"rendered":"Banche, rischio svendita per i 200 miliardi di prestiti impossibili da recuperare che dissanguano i bilanci"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">[ Fonte: IlFattoQuotidiano.it, di\u00a0Mauro Del Corno\u00a0| 12 maggio 2017 ]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le cosiddette &#8220;sofferenze&#8221; possono essere vendute a fondi e societ\u00e0 specializzati nel loro recupero. Ma queste operazioni avvengono a prezzi molto bassi, tra il 5 e il 18% del valore nominale. Per gli istituti significa incassare nuove perdite, visto che a bilancio sono iscritti al 40-50% del valore. I fondi Atlante miravano ad alzare le valutazioni, ma l&#8217;obiettivo \u00e8 stato mancato<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 di per se il nome \u00e8 piuttosto esplicativo. Le\u00a0<strong>sofferenze<\/strong>\u00a0sono una ferita che\u00a0<strong>dissangua i bilanci<\/strong>\u00a0dei gruppi bancari.\u00a0<strong>Prestiti<\/strong> concessi che non verranno pi\u00f9 recuperati o lo saranno solo in minima parte a causa dello stato di\u00a0<strong>insolvenza<\/strong>\u00a0in cui \u00e8 caduto un\u00a0<strong>debitore<\/strong>, azienda o famiglia che sia. Entro certi limiti si tratta di un fenomeno fisiologico e gestibile ma da anni il sistema del credito italiano \u00e8 alle prese con un\u2019esplosione di questi crediti malati saliti dai\u00a0<strong>60 miliardi<\/strong>\u00a0del 2009 ai circa\u00a0<strong>202 miliardi di euro<\/strong>\u00a0in valore lordo registrati da Bankitalia a marzo 2017. Calcolate in valore netto, ossia tenendo conto di quanto delle riduzioni sul valore del credito malato gi\u00e0 effettuate nei bilanci, si scende a\u00a0<strong>77,1 miliardi<\/strong>. Se si includono nel conteggio anche i cosiddetti \u201c<strong>incagli<\/strong>\u201d, ossia crediti che si trovano in una specie di limbo in attesa di capire se si tramuteranno in sofferenze vere e proprie o se i debitori ricominceranno a pagare le rate, si sale a quasi\u00a0<strong>350 miliardi<\/strong>\u00a0lordi e\u00a0<strong>173 miliardi<\/strong> <strong>netti<\/strong>\u00a0a fine 2016.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le responsabilit\u00e0 di queste situazione sono molteplici. Il sistema imprenditoriale italiano \u00e8 da sempre troppo dipendente dai finanziamenti bancari e quando la crisi ha colpito, gli effetti si sono propagati velocemente e massicciamente. D\u2019altro canto\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2016\/02\/01\/banche-i-crediti-deteriorati-sono-prestiti-ai-palazzinari-amici-nascosti-nei-bilanci\/2416432\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">le banche hanno a volte concesso crediti in base a criteri\u00a0relazionali<\/a>\u00a0pi\u00f9 che economici.\u00a0Da notare che in questi anni di crisi le famiglie italiane si sono dimostrate ottime pagatrici con un\u2019incidenza di insolvenze sul totale che non arriva al 5%. I colpi alle banche sono arrivati\u00a0<strong>dalle imprese<\/strong>\u00a0soprattutto quelle di medie dimensione e su finanziamenti di valore compreso tra i 500 mila e i 25 milioni di euro.\u00a0Nell\u2019 intera Unione europea le sofferenze lorde ammontano a oltre 1.000 miliardi. In valori assoluti dopo l\u2019Italia si collocano\u00a0<strong>Francia<\/strong>\u00a0(poco meno di 150 miliardi) e\u00a0<strong>Spagna<\/strong>\u00a0(140 miliardi). Il dato pi\u00f9 preoccupante \u00e8 per\u00f2 il rapporto tra il totale dei prestiti in essere e i crediti malati che in Italia si colloca intorno al 14% a fronte di un valore medio europeo di circa il 5%. Soltanto\u00a0<strong>Portogallo<\/strong>\u00a0e soprattutto\u00a0<strong>Grecia<\/strong>\u00a0presentano un rapporto peggiore rispetto al nostro. Non solo: come ha calcolato il centro studi di\u00a0<strong>Mediobanca<\/strong>, ci sono 114 banche italiane, per lo pi\u00f9 di piccole dimensioni, in cui il valore dei crediti deteriorati supera quello del\u00a0<strong>patrimonio<\/strong>. Un\u2019indicazione di forte\u00a0<strong>stress\u00a0finanziario<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le banche hanno la possibilit\u00e0 di vendere questi crediti a\u00a0<strong>fondi e societ\u00e0 specializzati<\/strong>\u00a0nella loro gestione e recupero. Il problema \u00e8 che attualmente queste operazioni avvengono a prezzi molto bassi,\u00a0<strong>tra il 5 e il 18% del valore nominale<\/strong>. Ad esempio un credito che originariamente valeva un milione di euro viene venduto a valori che oscillano tra i 50 e i 150 mila euro a seconda della\u00a0<strong>garanzia\u00a0<\/strong>che accompagna il prestito ceduto. Per una banca un\u2019operazione del genere significa di fatto incassare nuove perdite. Attualmente questi crediti sono infatti messi a bilancio con cifre pari a circa il\u00a0<strong>40-50% del loro valore<\/strong>\u00a0iniziale. Vendendoli la banca \u00e8 quindi costretta a\u00a0<strong>\u201ccorreggere\u201d la valutazione<\/strong>\u00a0del credito in linea a quanto effettivamente incassato. In Italia i valori di vendita sono molto bassi nonostante i prestiti abbiano spesso<strong>\u00a0garanzie reali<\/strong>\u00a0(come immobili e stabilimenti) superiori al resto d\u2019Europa. Pesano le\u00a0<strong>lungaggini<\/strong>\u00a0e la\u00a0farraginosit\u00e0\u00a0delle procedure fallimentari che costringono il creditore ad attese molto lunghi prima di recuperare quanto prestato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quest\u2019ottica recentemente la\u00a0<strong>Banca d\u2019Italia<\/strong>\u00a0ha diffuso uno studio in cui mette in guardia dall\u2019effetto negativo che pu\u00f2 avere la corsa a disfarsi di questi crediti di cattiva qualit\u00e0. Come in qualsiasi situazione di eccesso di offerta la vendita si trasforma rapidamente in\u00a0<strong>svendita<\/strong>, le banche incamerano perdite e questo, almeno in un primo momento, potrebbe\u00a0<strong>ridurre<\/strong>\u00a0ulteriormente l\u2019erogazione di nuovi finanziamenti anzich\u00e9 agevolarla. Eppure la\u00a0<strong>Banca centrale europea<\/strong>\u00a0da questo orecchio sembra sentirci molto meno, imponendo percorsi a tappe forzate per l\u2019alleggerimento dei bilanci. Esemplificativo il caso Mps a cui la Bce chiede di disfarsi di crediti malati per 20 miliardi di euro, contestualmente a\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2017\/03\/21\/banche-salvataggio-di-mps-ancora-in-salita-veneto-banca-e-pop-vicenza-in-bilico-tra-ricapitalizzazione-e-bail-in\/3465985\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">una\u00a0ricapitalizzazione\u00a0da 8,8 miliardi (in gran parte con\u00a0soldi pubblici)<\/a>\u00a0che servir\u00e0 innanzitutto ad attutire le perdite delle operazioni sulle sofferenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per rendere il mercato un po\u2019 meno penalizzante per chi vende il governo ha creato nel 2016 i due fondi\u00a0<strong>Atlante<\/strong>.\u00a0I fondi sono finanziati dal sistema bancario italiano e non direttamente dallo Stato. La mano pubblica rientra per\u00f2 indirettamente attraverso la <strong>Cassa Depositi e Prestiti<\/strong>\u00a0(controllata dal Tesoro e dalle\u00a0<strong>fondazioni bancarie<\/strong>) che ha investito mezzo miliardo di euro svalutato \u201cin modo prudente\u201d nell\u2019ultimo bilancio. Nell\u2019azionariato compare anche\u00a0<strong>Poste Vita<\/strong>, divisione assicurativa di Poste Italiane, che si \u00e8 impegnata per 240 milioni. La dotazione finanziaria iniziale dei fondi \u00e8 stata in gran parte utilizzata per la ricapitalizzazione da 2,5 miliardi di euro di\u00a0<strong>Popolare Vicenza\u00a0e\u00a0Veneto Banca<\/strong>. Uno sforzo che purtroppo \u00e8 stato totalmente vanificato dalle\u00a0nuove perdite\u00a0registrate dai due istituti veneti nel 2016 (rispettivamente 1, 9 e 1,5 miliardi di euro). Per le due banche, che puntano a una fusione, sar\u00e0 quindi indispensabile una nuova iniezione di capitali,\u00a0<strong>almeno 5 miliardi di euro<\/strong>. Soldi che dovrebbero arrivare dal fondo salva banche predisposto dal governo (quindi con lo Stato che diventa azionista di maggioranza) riducendo ulteriormente le disponibilit\u00e0 effettive per fronteggiare il problema dei non performing loan. In ogni caso il fondo\u00a0il 10 maggio ha concluso un\u2019operazione proprio sui crediti deteriorati, acquistando per 713 milioni da\u00a0<strong>Banca Marche,\u00a0Banca Etruria\u00a0e\u00a0Carichieti\u00a0<\/strong>un pacchetto messo a bilancio al valore di 2,2 miliardi: ha pagato quindi un prezzo pari al\u00a0<strong>32%<\/strong>\u00a0del valore di libro, del tutto fuori mercato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una soluzione diversa \u00e8 stata adottata\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2016\/01\/29\/bad-bank-perche-il-meccanismo-italiano-per-ripulire-i-bilanci-delle-banche-non-convince-gli-altri-precedenti-in-europa\/2416708\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">in Spagna, dove nel 2012 \u00e8 stata creata una vera e propria\u00a0bad bank di sistema\u00a0attingendo ad aiuti europei<\/a>. Un soggetto a partecipazione sia pubblica (45%) che privata che si fa carico dei crediti deteriorati delle banche in difficolt\u00e0 e poi si occupa di smaltirli nell\u2019arco di 15 anni. Le risorse concesse da Bruxelles sono andate per\u00f2 a pesare sui conti pubblici e implicavano\u00a0condizionalit\u00e0\u00a0nelle scelte di politica economica del Paese. In questo modo per\u00f2 Madrid \u00e8 riuscita a rimettere in carreggiata rapidamente un sistema bancario fortemente colpito dalla crisi esplosa nel 2008.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[ Fonte: IlFattoQuotidiano.it, di\u00a0Mauro Del Corno\u00a0| 12 maggio 2017 ] Le cosiddette &#8220;sofferenze&#8221; possono essere vendute a fondi e societ\u00e0 specializzati nel loro recupero. Ma queste operazioni avvengono a prezzi molto bassi, tra il 5 e il 18% del valore nominale. Per gli istituti significa incassare nuove perdite, visto che a bilancio sono iscritti al [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[24],"tags":[],"class_list":["post-7317","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-media"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.dcesrl.com\/newsite\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7317","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.dcesrl.com\/newsite\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.dcesrl.com\/newsite\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dcesrl.com\/newsite\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dcesrl.com\/newsite\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7317"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.dcesrl.com\/newsite\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7317\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.dcesrl.com\/newsite\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7317"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dcesrl.com\/newsite\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7317"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dcesrl.com\/newsite\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7317"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}